Poi il salto verso l’ignoto
Ci sono ancora persone di valore in Italia. Non hanno titoli altisonanti, ma continuano una lotta quotidiana sotterranea; hanno coraggio, cercano giustizia,
la vera giustizia non vendetta. Non si rassegnano alla mediocrità, al crollo degli ideali in cui hanno sempre creduto.
Sperano in una vita migliore per i loro figli, per tutti i figli.
Persone oneste, legate alle proprie radici, che non mollano a dispetto delle bastonate ricevute, a dispetto delle delusioni e della sofferenza autentica.
Anch'io sono stato fra quelli, un tempo. Poi ho deciso di partire, lasciare il mio Paese e venire qui.
Mi ero creato il mio piccolo arcipelago. Poche solitarie isolette in cui mi sentivo riparato: la mia famiglia, le mie passioni, i miei migliori amici.
Piccoli atolli fra i quali mi muovevo attraversando ponti sospesi sull'oceano. Poi l'oceano ha cominciato ad erodere lentamente la riva, a divorare la terra intorno a me, finché un bel giorno mi sono ritrovato a non avere più spazio intorno, spazio per muovermi, per respirare, per fingere che il mondo esterno non esistesse...
Allora sono fuggito, per ritrovare me stesso e quello in cui credo. Per non continuare a vivere dentro a una cupola.